Netiquette: questo grande mistero

Quasi tutte le persone oggi condividono le proprie opinioni ed i propri interessi tramite la rete, ma ben pochi sanno che ciò che si scrive online sarebbe regolato da una serie di norme che si sottendono al nome di Netiquette. Da net, rete, ed étiquette, in francese “buona educazione”: si tratta di una sorta di galateo creato dagli utenti stessi del mondo virtuale, da applicare nel rapportarsi con gli altri frequentatori della rete.

Innanzi tutto, la prima regola della Netiquette si basa sul buon senso e sull’etica e, quindi, detta di rispettare le idee altrui. Teniamo conto del fatto che si ha spesso a che fare con individui di etnie, culture ed idee diverse, visto che internet è una città globale. Frasi a prima vista normali per noi, potrebbero essere offensive per qualcun altro.

Inoltre, è buona cortesia cominciare con una breve frase introduttiva, prima di arrivare al dunque: è un modo per “rompere il ghiaccio”, che metterà il vostro interlocutore a proprio agio. Anche ignorare i messaggi è un segno di maleducazione: è buona norma, pertanto, rispondere sempre, anche con poche righe.

Infine, questo vale soprattutto per le discussioni, bisognerebbe lasciar perdere il privato se si sta parlando di qualcosa di generale  e comune a tutti. Sarebbe meglio non pubblicare link, citazioni e frasi SPAM, che possono risultare fastidiose per gli altri utenti.

Se rispettate queste regole, sarete dei buoni users. Tranquilli, se non le rispettate nessuna multa, anche se farete senz’altro brutta figura. Ma è giusto che la rete sia così libera? La cosa più curiosa della Netiquette, infatti,sta nel fatto di non essere regolata da nessuna legge precisa. E sì, perché il più grande vantaggio dello scrivere in rete, dallo status di Facebook ai commenti sui topic di un forum, è proprio l’assenza di censura. Ognuno può scrivere, fino ad un certo punto, “ciò che vuole”, senza correre il rischio di pagarne le conseguenze.

Ma è dunque vero che le parole digitali hanno meno peso di quelle pronunciate e perciò non devono essere giudicate? In un certo senso, riflettendoci a fondo, le parole scritte, che restano nei registri dei server, hanno più peso di quelle pronunciate solo verbalmente e disperse nell’aria. Gli antichi romani direbbero verba volant, scripta manent. Al giorno d’oggi, però, tutto lascia intendere il contrario. Nessuno dà peso a ciò che scrive sul web, trascurando il fatto che un post può essere letto da chiunque. Il vantaggio della libertà allora, se usato male, potrebbe diventare una nota negativa.

Non sono rari, tuttavia, i casi di ispezioni della polizia postale, che ha raccolto prove grazie ai messaggi personali di chat, ma restano comunque tanti, a mio avviso, gli utenti che sfruttano in malo modo il libero arbitrio loro concesso. Speriamo che il mondo virtuale resti sempre libero da regole, perché è giusto così: che ognuno riesca ad autoregolarsi per il bene della comunità virtuale e che non vada a finire come in quasi tutte le cose, quando, per la negligenza di pochi, tutti gli altri ci rimettono.

Attenti a cosa scrivete!

Alessandro Rossi

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